Sc Servizi

Servizi per la comunicazione aziendale

Nuove sfide : la traduzione del PPC

Posted by SC Servizi su 12/01/2010

Il Web 2.0 e sopratutto la pubblicità pay-per-click (PPC), perfettamente esemplificata da Google AdWords (vedi https://adwords.google.it), offrono alle aziende uno strumento di marketing e pubblicità efficace, poco costoso, facile da utilizzare ed in grado di raggiungere potenziali clienti ovunque.

Le aziende si sono presto rese conto che i maggiori vantaggi potevano venire dalla promozione a livello internazionale ed hanno cominciato a programmare campagne PPC in lingua straniera, chiamando in causa il traduttore.

Ma la traduzione del PPC pone al traduttore alcuni interessanti sfide sia dal punto di vista strutturale che concettuale. Vediamo insieme di cosa si tratta prendendo in esame la traduzione inglese>italiano di una campagna PPC lanciata su AdWords da un’azienda produttrice di mappamondi.

Sfida 1 : le caratteristiche strutturali del PPC

Dovendo tradurre una campagna PPC su AdWords il traduttore si trova fin dalle prime battute ad affrontare un problema legato ai limiti imposti dal sistema per la composizione del messaggio o annuncio. Questo infatti deve essere costituito da un titolo (lungo al massimo 25 caratteri) e da due frasi esplicative (lunghe al massimo 35 caratteri ciascuna).

Si capisce subito come questi limiti possano porre problemi nella traduzione dall’inglese all’italiano. Prendiamo infatti la versione inglese dell’annuncio : Titolo : Buy Your bar globe – Frase 1 : Visit our webstore, find You ideal bar – Frase 2 : globe and order directly online.

La traduzione in italiano sarebbe la seguente : Titolo : Acquistate il Vostro mappamondo bar – Frase 1 : Visitate il nostro negozio online, trovate il Vostro mappamondo bar ideale – Frase 2 : ed ordinatelo direttamente online.

Non occorre essere un genio della traduzione per capire che la versione  italiana supera abbondantemente i limiti imposti da AdWords, essendo il titolo di 35 caratteri, la frase 1 di ben 76 e la frase 2 di 34 caratteri. Occorrerà allora limare e variare la traduzione fino a trovarne una che rientri nei limiti imposti e questo a volte può richiedere diverso tempo.

Nel caso specifico una soluzione potrebbe essere la seguente : Titolo : Vendita mappamondi bar – Frase 1 : Trovate il Vostro mappamondo bar – Frase 2 : ed ordinatelo direttamente online. Ovviamente si perde un pò del significato intrinseco, ma AdWords non lascia alternativa.

Sfida 2 : la ricerca delle parole chiave per il PPC

Una volta risolto il problema della struttura dell’annuncio il traduttore si trova di fronte ad un’ulteriore sfida che gli pone il PPC ossia l’adattamento delle keywords necessarie al sistema per posizionare l’annuncio  in base alla ricerca dell’utente.

Nel PPC le parole chiave sono presenti non solo nel testo dell’annuncio, ma anche e soprattutto nelle impostazioni interne dell’annuncio, cioè quei parametri su cui si baserà Google per determinare se e quando mostrate l’annuncio in risposta alla query dell’utente.

Le parole chiave vanno quindi ricercate e studiate attentamente,  adattandole alla cultura e soprattutto allo stile di ricerca dell’utente. Gli utenti di nazionalità e lingue diverse spesso non utilizzano le stesse parole chiave per la ricerca dello stesso oggetto.

Così per esempio, nel ns. caso, l’utente inglese cercherà “bar globe” e “buy online”, ma l’utente italiano medio difficilmente cercherà “mappamondo bar”, in quanto da noi questo particolare complemento di arredo non è molto conosciuto od usato.

Nella traduzione delle keywords quindi occorrerà trovare non solo la corrispondenza linguistica, ma piuttosto trovare la corrispondenza di uso. Spesso il traduttore deve immedesimarsi nell’utente Internet e provare se le parole chiave da lui individuate siano effettivamente quelle maggiormente utilizzate da parte dell’utente per le proprie ricerche.

Un lavoro lungo e “creativo”

La traduzione del PPC si configura pertanto come un lavoro lungo e laborioso, fatto di modifiche, aggiustamenti e spesso anche di “creatività”, con l’obiettivo di cogliere quel giusto mix sia da un punto di vista strutturale che culturale. Spesso è necessaria anche una buona dose di fantasia per trovare soluzioni a volte poco convenzionali, ma capaci di destare la curiosità  dell’utente ed indurlo a cliccare sul link  dell’annuncio.

Si tratta spesso di un lavoro non molto diverso  da quello del pubblicitario ed il compito principale non è tanto trovare l’esatta traduzione linguistica, ma il giusto compromesso che, rispettando le caratteristiche intrinseche del PPC, conduca l’utente italiano, verso  la pagina dell’azienda, così come l’annuncio inglese conduce l’utente  inglese.


Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Perché WordPress ?

Posted by SC Servizi su 24/11/2009

E’ la domanda che mi sono posta e forse vi state facendo anche voi.

Perché dovrei crearmi un blog su WordPress quando ho già  un mio sito personale ben strutturato e ben posizionato sui motori di ricerca ? Perché dovrei mettermi io a scrivere un sito, creare una struttura, impazzire magari un giorno o due per capire come funziona il tutto ? Nel mio caso le motivazioni sono principalmente due.

La prima motivazione è sicuramente legata alla mia professione e ai miei settori di specializzazione, tra cui rientra anche la traduzione e localizzazione di siti Web. In questo settore, come del resto in ogni altro, volendo offrire ai miei clienti un servizio migliore mi sono resa conto che per poter tradurre al meglio era necessario capire a fondo come venivano scritti i siti Web e quindi ho seguito alcuni corsi sul web writing (vedi http://www.e-schooloftranslation.org/ e http://andreaspila.wordpress.com). Proprio in uno di questi corsi sono venuta a conoscenza di WordPress e ho deciso di mettermi alla prova.

La seconda motivazione è molto più personale e legata a ragioni economiche. Vorrei infatti capire se mi è possibile avere un sito web tutto mio in piena autonomia ossia se io possa liberamente cambiare il contenuto del mio sito senza dover sempre ricorrere al webmaster che anche per piccole modifiche ti chiede pur sempre qualche soldo. A volte si tratta magari solo di aggiungere un corso appena frequentato o un lavoro importante appena concluso e vorrei potermela cavare da sola. E poi mi intriga la possibilità di scrivere articoli su quello che mi pare.

E allora eccomi qua a provare di mettere giù un blog che possa servirmi per lavoro e non solo.

Sperando di fare un bel lavoro. Ma questo lo lascio dire a voi.

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | 2 Comments »